
OCCHI DI DIO
Siamo abituati a cercare Dio sollevando lo sguardo verso l’alto, nella casa sacra della chiesa, un tempio che si protende verso il cielo. In questo progetto, la prospettiva si inverte: è il cielo stesso a osservarci dall’alto, scrutando i nostri luoghi sacri trasformati in segni di luce e armonia, riscoprendo il potere della geometria come via alla meditazione.
L’architettura si trasforma così in mandala, emblema cosmico di equilibrio, sacralità e riflessione, un sistema di simmetria e configurazioni sacre che diventa una forma ulteriore di preghiera silenziosa. L’immagine assume la funzione di simbolo, non più semplice rappresentazione di uno spazio materiale, ma fulcro di armonia spirituale, invito alla contemplazione e al raccoglimento.
Ogni immagine, pur derivando da uno spazio tangibile, si astrae fino a diventare un microcosmo perfetto: il nucleo luminoso evoca il cuore spirituale del tempio, mentre le simmetrie circolari rimandano all’infinito e all’unità divina. Il risultato è un richiamo alla meditazione, alla dissoluzione dell’io e alla riconnessione con il sacro.




















